diba papà

Alessandro di battista: l’ipocrisia delle magliette rosse

“Ehi tu con la maglietta rossa, sei lo stesso che appoggiò la guerra in Libia?”

Di Battista accusa di ipocrisia parte degli aderenti all’iniziativa #maglietterosse

"Ehi tu con la maglietta rossa, sei lo stesso che appoggiò la guerra in Libia?"

“Ehi tu che indossi una maglietta rossa sei lo stesso lacché di Napolitano, colui che convinse il governo a dare via libera ai bombardamenti in Libia, preludio di una delle crisi migratorie più gravi della storia? Sei tu, ti riconosco, sei stato il supporter di Hillary Clinton, ti ci sei fatto anche i selfie insieme, ma è lei che convinse Obama ad uccidere Gheddafi e non lo fece per le violazioni dei diritti umani ma per fare un favore all’amico francese, quel Sarkozy che aveva ricevuto milioni di euro dallo stesso Gheddafi e che aveva paura che un giorno costui avrebbe parlato”. Lo scrive in un lungo post su facebook l’esponente M5s Alessandro Di Battista.

“Tu che indossi la maglietta rossa quando eri al governo del Paese non hai fatto nulla per contrastare l’ignobile business sulla pelle dei migranti. Non hai mai fatto controlli su quelle cooperative che si intascavano milioni lasciando alla povera gente soltanto briciole. E perché non l’hai fatto? Perché erano bacini di voti!”, insiste l’ex deputato pentastellato. Tu con la maglietta rossa ti indigni, ti ergi a paladino dei più deboli, ti scandalizzi per il muro di Trump (che tra l’altro è il muro di Bush padre e figlio, di Clinton marito e moglie e del premio Nobel per la pace Obama) ma taci di fronte a quello in Cisgiordania”, aggiunge Di Battista.

“Tu oggi indossi una maglietta ma ne avresti dovute indossare almeno 100 negli ultimi 20 anni, una per ciascuna delle cause che fanno fuggire gli africani o i messicani dalle loro case. E senza rendertene neppure conto sei tu stesso una di quelle cause”, è l’accusa lanciata da Di Battista su Facebook.

“Lo sei quando sposi il politicamente corretto quando l’unica soluzione sarebbe urlare; lo sei quando ti affidi, ancora una volta, ai carnefici. Anche se vestiti elegantemente e con il ‘mignolino’ alzato sempre carnefici sono. Lo sei quando, annoiato da un’esistenza troppo comoda, organizzi un festino tra lussuose mura domestiche alimentando quel mercato della droga che, dalle parti dove sono adesso, è una delle ragioni della fuga della povera gente. Ci sono tante bravissime persone che oggi indossano una maglietta rossa ma c’è un mucchio di gente ipocrita che ha deciso di sposare quella solidarietà pelosa ottima alleata del sistema e della reiterazione delle ingiustizie. Quanto conformismo e quanta viltà si nasconde nella facile solidarietà. Ed è quel conformismo che ti fa credere che tu stia facendo qualcosa di buono anche se non stai facendo assolutamente niente”, conclude.

toninelli

Il colpo basso di Mattarella

#NonFinisceQui

#NonFinisceQui

di Luigi Di Maio

di Luigi Di Maio

Buonasera a tutti, in sei anni in Parlamento non avevo mai visto una cosa del genere. Dovete sapere che oggi ci è stato impedito di fare il governo del cambiamento e non perché noi ci eravamo intestarditi su Savona, ma perché tutti quelli come Savona non andavano bene, tutti quelli che nella loro vita – personalità di spessore, professionisti, accademici che avevano preso parte a considerazioni in dottrina sull’Euro e sull’Europa – chi era stato critico su questi argomenti, non va bene come ministro della Repubblica.

Allora se questo è il punto abbiamo un grande problema in Italia: questa non è una democrazia libera se siamo in queste condizioni. Io sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile. Non è comprensibile perché noi ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo fatto un contratto di governo, in quel contratto di governo non c’era l’uscita dall’Euro, c’era la modifica dei trattati sull’Europa e la rivisitazione di alcune regole europee, questo sì. Abbiamo composto una maggioranza e abbiamo fatto tutta la squadra di governo. Noi oggi siamo andati al Colle con tutti i nomi, ministero per ministero. Ci siamo messi intorno a un tavolo e sulla base di quel contratto abbiamo deciso chi dovesse andare in un Ministero e chi in un altro a realizzare il cambiamento per il Paese.

Eravamo pronti ad abolire la legge Fornero, a modificare i contratti di lavoro super precari, dovevamo mettere a posto tante cose, l’immigrazione, i problemi economici, quanta roba avevamo progettato. E non c’è stato permesso. Eppure rappresentiamo circa il 60% del consenso popolare in Italia, rappresentiamo due forze politiche che hanno vinto le elezioni. Tuttora, oggi, queste forze M5S e Lega insieme hanno la maggioranza in Parlamento. Avevamo espresso Conte come Presidente del Consiglio incaricato, avevamo messo insieme la squadra dei ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no.

Ora il no perché? Perchè le agenzie di rating in tutta europa erano preoccupate per un uomo, un uomo che va a fare il ministro dell’economia? Che gli investitori erano preoccupati in tutta Europa? Questo è il punto? E allora ditelo, diciamocelo chiaramente: in questo Paese è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie e bancarie, tanto i governi li decidono sempre gli stessi, anche quando il popolo dà più del 50% di consenso a due forze politiche che vogliono cambiare le cose e vogliono rappresentare per gli italiani i loro interessi, alla fine un modo per bloccare tutto questo lo si trova sempre.

È inaccettabile, è un livello di scontro istituzionale mai visto. Io voglio dire chiaramente non possiamo stare qui a guardare, a dire “va bene ok torniamo al voto”. Torniamo al voto. E poi che succede? Riportiamo Savona al Quirinale, pure con l’80% e ci ridicono NO. Perché? Perché nella sua vita ha criticato l’Euro. Uno che ha fatto il Ministro della Repubblica all’inizio della seconda Repubblica adesso non va bene più. Andava bene quando stava con Ciampi, quando sta con il MoVimeto 5 Stelle non va bene più.

Ma il punto non è Savona, vorrei che si sapesse questo. E lo dobbiamo raccontare il più possibile questo. Il punto non è un nome. Qui il punto è un modo di intendere l’Italia, sovrana oppure no. E per noi l’Italia è sovrana. Perché la sovranità appartiene al popolo. E se è questo il punto, se si vuole impedire la nascita di un governo del M5S e della Lega, un governo del cambiamento e allora ce lo devono dire chiaramente, perché oggi lo hanno dimostrato.

Io sono molto arrabbiato, potete immaginare quanto tempo abbiamo dedicato alla formazione del governo del cambiamento. Ci abbiamo messo oltre 80 giorni, ci stiamo lavorando da decine e decine di giorni, non solo la parte politica del MoVimento, ma anche tecnici, legislativi, la comunicazione, stiamo lavorando dalla mattina alla sera per dare un governo a questo Paese. Ma la verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il MoVimento 5 Stelle al governo di questo Paese. E quando dico “stanno”, mi riferisco a quelli che sperano, a quelli che remano contro e quelli che si lasciano condizionare. E io non posso accettare che il Ministro dell’Economia italiano lo decidano o altre nazioni o le agenzie di rating che sono quelle che non ci hanno informato della crisi del 2007 facendo perdere risparmi a milioni di persone in tutto il mondo. Quelli là devono venire a decidere chi deve fare il Ministro dell’Economia di un governo del cambiamento?! Non lo so nei prossimi mesi cosa accadrà. Noi ci siamo, ci sarà sempre il MoVimento 5 Stelle, ma con una consapevolezza totalmente differente. Io voglio chiudere questo video leggendovi la lista dei ministri, perché è quella che Giuseppe Conte ha portato al Quirinale. Perché non è una cosa da poco.

ECCO LA LISTA:
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Giuseppe Conte
VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO, DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI: Luigi Di Maio
VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELL’INTERNO: Matteo Salvini

Ministri senza portafoglio:
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO E DEMOCRAZIA DIRETTA: Riccardo Fraccaro
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Giulia Bongiorno
AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE Enrica Stefani
SUD Barbara Lezzi
DISABILITA’ Lorenzo Fontana

Ministeri con portafoglio:
AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Luca Giansanti
GIUSTIZIA Alfonso Bonafede
DIFESA Elisabetta Trenta
ECONOMIA E FINANZE Paolo Savona
POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI Gianmarco Centinaio
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI Mauro Coltorti
MIUR Marco Bussetti
MIBACT Alberto Bonisoli
SALUTE Giulia Grillo
AMBIENTE Sergio Costa

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti

Questa era la squadra di governo che domani mattina poteva giurare al Quirinale.
Qual è la morale della favola? Che in questo Paese puoi essere un criminale condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione, puoi essere una persona che si è macchiata anche di reati legati alla P.A. o all’infiltrazione della mafia nella P.A. e nello Stato e il ministro lo puoi fare, ma se hai criticato l’euro e hai criticato l’Europa non puoi permetterti neanche di pensare di fare il ministro dell’Economia. Non finisce qui. Ciao

spacciodroga2017bis

Palermo : 11 arresti per droga, consegne a domicilio

Spaccio di cocaina nel “salotto” della città, 11 arresti. Consegne a domicilio per ballerini e un’avvocatessa

Spaccio di cocaina nel "salotto" della città, 11 arresti. Consegne a domicilio per ballerini e un’avvocatessa
(ansa)

Palermo, blitz della squadra mobile a Ballarò. Chiamate giorno e notte al “call center” della droga

di SALVO PALAZZOLO

Cinquanta euro per mezzo grammo, questa la tariffa del gruppo di Ballarò. Droga apprezzata dai clienti, che chiedevano il bis. E ai più affezionati i pusher facevano sconti, o concedevano anche pagamenti a rate, questo racconta l’indagine condotta dai Falchi della Mobile. Ma era il servizio a domicilio il punto forte dell’offerta, a qualsiasi ora del giorno. “A Palermo continua ad esserci una forte domanda di droga”, dice il capo della squadra mobile, Rodolfo Ruperti. “Tanta gente non comprende che così facendo va ad arricchire le organizzazioni criminali”.

Intanto, le indagini proseguono anche per arrivare alle fonti di approvvigionamento. I boss sono tornati a gestire il traffico, gli stupefacenti arrivano da Napoli, dalla Calabria, ma anche dal Sud America: recenti intercettazioni hanno svelato un patto fra i narcos colombiani ed esponenti mafiosi, per l’importazione di grandi quantità di cocaina, segno che il mercato criminale è in continua evoluzione.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/05/24/news/spaccio_di_cocaina_nella_citta_bene_11_arresti_consegne_a_domicilio_per_ballerini_e_un_avvocatessa-197211783/
due

Ma come ti permetti !!!!

Questo e Orfini che disse a Di Maio “” MA COME TI PERMETTI A DIRE CHE IL PD E COINVOLTO IN MAFIA CAPITALE “”
E tra qualche giorno arriverà la sentenza del processo di Appello …
DIMA ORFI

Il discorso di insediamento di Roberto Fico alla Presidenza della Camera dei Deputati

:

 

di Roberto Fico

Signore deputate, signori deputati! Sono emozionato nel rivolgermi oggi, in quest’Aula, a tutti voi e a tutti i cittadini. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato con un incarico di così alta responsabilità. Onorerò il mio impegno con la massima imparzialità e il massimo rigore. Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali. Valori che per essere affermati nella nostra Carta costituzionale hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e tante donne nella lotta contro il nazifascismo. Vogliamo ricordare quel sacrificio con particolare commozione oggi, nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Rivolgo inoltre il mio saluto alla Presidente Laura Boldrini, che mi ha preceduto in questo importante incarico, al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente della Corte Costituzionale. Mi perdonerete se cercherò di esprimere con un breve cenno personale l’emozione di rivolgermi oggi a questa Assemblea. Il mio impegno di cittadino nella vita pubblica, condiviso con tante altre persone, ha avuto inizio dalla difesa del territorio e dei beni comuni. Negli anni, l’impegno è andato oltre la dimensione locale, e ha raggiunto una dimensione nazionale, rendendomi portavoce di tutti i cittadini, e oggi, ad avere la responsabilità di rappresentare quest’Assemblea.

Non vi nascondo che, se ripenso a questo percorso, a come è nato e mi ha condotto su una strada inaspettata, la giornata di oggi assume un significato che mi tocca umanamente nel profondo. Ci troviamo nel luogo in cui si esprime la sovranità popolare. Il luogo della proposta, dell’ascolto e dell’analisi di scelte destinate a incidere sulle vite di milioni di persone. Sento personalmente questa grande responsabilità. Questo è il luogo dove il futuro può prendere forma e intendiamo costruirlo insieme, a partire da oggi, con l’unico interesse del bene collettivo, perché abbiamo il compito di servire un’intera nazione. Dobbiamo far sì che in quest’Aula i cittadini possano sentirsi rappresentati, vedendola come un punto di riferimento in cui tornare a riporre la propria fiducia. Ed è proprio ai cittadini che penso, quando invito tutti noi a riflettere sulla necessità che il Parlamento ritrovi la centralità che gli è garantita dalla Costituzione. Obiettivo determinante per affrontare non soltanto le sfide interne, ma anche per dare nuovo valore all’idea stessa di Europa e affrontare le grandi sfide globali della nostra epoca.

La questione della centralità del Parlamento ha attraversato la storia costituzionale del nostro Paese con declinazioni e sfumature diverse. Vorrei provare a dirvi cos’è, per me, oggi, la centralità del Parlamento e come possiamo contribuire a riaffermarla ai nostri giorni, in un contesto in cui il rapporto tra potere legislativo e potere esecutivo continua a essere caratterizzato dall’abuso di strumenti che dovrebbero essere residuali, in cui poteri e competenze sono spesso trasferiti in altre sedi decisionali, in cui gli interessi sono frammentati e le leggi sono sempre più settoriali e tecniche. Dobbiamo impegnarci a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale.

Abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili. La massima apertura e la costruzione di rapporti, anche all’esterno del Parlamento, sono un contributo fondamentale al processo democratico, ma voglio affermare con forza che le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle Commissioni e nell’Aula, perché soltanto un lavoro indipendente può dare vita a leggi di qualità. Per questo motivo voglio affermare con decisione che non consentirò scorciatoie né forzature del dibattito. Un Parlamento centrale, per me, è un Parlamento di cui i cittadini possano fidarsi, e possono farlo perché sanno che qui è perseguito esclusivamente l’interesse generale, qui sono esaminate le loro proposte di legge, qui si realizza la volontà espressa attraverso i referendum, qui si deve intercettare lo spirito di cambiamento che anima l’Italia del 2018 e che i cittadini hanno espresso così chiaramente con il voto del 4 marzo. Le istituzioni sono assolutamente tenute a farsi carico della richiesta di cambiamento, se non vogliono diventare vuote e inaridirsi. L’intento di rinnovamento deve essere la linfa vitale di questa legislatura. Il rinnovamento ha un significato molto chiaro: cominciare a fare scelte che guardino al bene di tutti, e non solo di una piccola parte.

Gli squilibri che in questi anni si sono creati, vanno riequilibrati. Per questo, è ora prioritario andare verso il superamento definitivo dei privilegi. Il taglio ai costi della politica dev’essere uno dei principali obiettivi di questa legislatura. Sono profondamente convinto che si debbano e si possano razionalizzare i costi della Camera dei deputati, senza per questo tagliare i costi della democrazia. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tantissimo da fare. Occorre andare avanti, perché certi interventi, che ancora oggi qualcuno riduce a una mera questione di bilancio dello Stato, toccano in realtà due temi cruciali della nostra democrazia: – il rispetto per la cosa pubblica e – il rapporto di fiducia tra i cittadini e la più alta istituzione rappresentativa. Questa fiducia non si costruisce con proclami o dichiarazioni d’intento, ma solo attraverso l’esempio, le azioni concrete, le nostre scelte quotidiane, i voti che quest’Aula esprimerà. Dobbiamo aprire ancora di più quest’Aula ai cittadini, sia in senso fisico sia valorizzando gli istituti di democrazia diretta previsti dalla Costituzione. Per esempio, attraverso la previsione di tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare. Ma non solo. Penso a come le Camere – condividendo una riflessione avviata in altri ordinamenti – possano anche diventare luoghi per utilizzare le nuove tecnologie digitali a supporto del processo legislativo, per coinvolgere maggiormente le persone. Quello dell’innovazione è un tema su cui in questi anni si è fatto un lavoro significativo. A questo proposito, voglio esprimere un ringraziamento a tutto il personale dell’Amministrazione della Camera dei deputati, che è un modello di qualità nel panorama europeo. Bisogna continuare su questa strada.

Le innovazioni devono andare di pari passo con altri importanti interventi che potrebbero essere realizzati nell’ambito di una riforma del Regolamento della Camera dei deputati. Perché è anche da qui che passa il miglioramento della qualità della vita di tutti. Si tratta di interventi a cui non possiamo sottrarci, anche alla luce delle recenti novità introdotte al Senato della Repubblica. In questo senso il mio impegno come Presidente della Camera sarà ispirato a tre princìpi: – garantire un alto livello qualitativo della discussione parlamentare; – garantire il rispetto di tutte le componenti, sia di maggioranza sia di opposizione; – interpretare lo spirito di cambiamento che i cittadini ci hanno espresso nelle ultime consultazioni elettorali. Consentitemi ora una riflessione di carattere più generale. Se il Parlamento deve essere luogo di analisi e di visione di lungo periodo, deve dare una risposta alle domande: Quale legislazione vogliamo produrre? Quali strumenti adottare e come usarli per governare i processi economici e sociali? È necessario porre fine a un modo di legiferare confuso, fatto di aggiustamenti continui, deroghe, estensioni, perché questo modo crea incertezza e diventa un danno per i cittadini e per la crescita del Paese.

Mi piace immaginare il Parlamento come istituzione pensante, come istituzione culturale che si interroga su che cosa deve fare. Un Parlamento capace di esprimere una visione di Paese è un Parlamento che rispetta i cittadini e ispira così in loro il senso di appartenenza e di fiducia, nel futuro e nella classe politica. E quando i cittadini sentono che le loro richieste sono ascoltate, che è data una risposta ai loro bisogni, allora consolidano il loro essere comunità ed è in quel momento che si crea unione e coesione. Una comunità unita non può tollerare nessuna forma di illegalità, e non si rassegna di fronte alle ingiustizie, anzi, è capace di rispondere con determinazione, perché ha la forza che gli deriva dal sentirsi pienamente rappresentata e rispettata dalle istituzioni. Così, ogni richiesta di pizzo a un imprenditore non sarà più un attacco al singolo, ma a tutta la collettività. Ogni ragazzo che abbandona la scuola e sceglie la via dello spaccio o della violenza, sarà una sconfitta per tutti noi. Ogni individuo che non riesce a vivere un’esistenza dignitosa, sarà una vergogna e una responsabilità per tutti. È solo ritrovando lo spirito di essere comunità di cittadini, che possiamo recuperare il senso di Stato che vogliamo incarnare: portare equilibrio laddove ci sono squilibri, in modo che nessuno debba più sentirsi ai margini e tutti riescano a esprimere le proprie potenzialità. È dall’individuo che bisogna ripartire.

Per questo motivo, voglio concludere con l’auspicio che in quest’Aula ciascuno di noi porti avanti il proprio impegno con la continua tensione al miglioramento, andando a superare persino l’espressione migliore di sé stesso. Perché sono fermamente convinto che la bontà di ciò che possiamo realizzare sia sempre frutto del valore umano che mettiamo nelle nostre azioni. Auguri di buon lavoro a tutti noi.

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L’ITALIA DA ROSSA A GIALLA

L’Italia da rossa e diventata gialla con uno spruzzo di blu e rosso . 
Abbiamo ancora dei dubbi su chi deve governare?

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Sono leggermente diverse ma il giallo 5 stelle batte netto gli altri

italia 5 due

rapimento bimbo

Come proteggere tuo figlio, geniale veramente

Lo straniero ha cercato di portare via il ragazzo, ma è rimasto interdetto quando il bambino gli ha detto TRE parole …

Viviamo in un momento difficile, quando i bambini devono seguire entrambi. Ma il lavoro, gli affari di famiglia e tutto quel genere di cose spesso ci costringono a lasciare i nostri figli da soli o sotto la custodia di parenti, amici o conoscenti.

Ora vi parleremo del trucco di una mamma cauta che è stata in grado di risolvere questo problema in modo ingegnoso.

Immagina la seguente situazione: un uomo si avvicina al ragazzo per 8 anni e dice che dovrebbe andare con lui da sua madre – dicono, gli ha chiesto di prenderlo. Ma il ragazzo non si perde e stordisce lo straniero con la domanda: ” Quale password? “.

Vedendo che l’uomo era confuso e non sapeva cosa dire, il bambino scappa via. E che sta facendo la cosa giusta, perché d’accordo con la madre che se non potesse raccoglierla e mandare qualcun altro, quella persona dovrà dare la password, che avevano precedentemente appreso.

Forse questa astuzia un giorno ti salverà dal terribile te e tuo figlio. Pertanto, penso che ogni genitore dovrebbe seguire l’esempio di questa madre. Trovare una password è di 5 minuti, ma può salvare una vita! Quando si tratta di bambini, la negligenza può portare a conseguenze disastrose.

fonte

http://vmirechudes.ru/popytalsya-uvesti-malchika/

Un uomo di 70 anni passa qualche notte con i morti all’obitorio lo stava “facendo “

“Lo abbiamo trovato proprio mentre lo stava facendo”. Orrore in un cimitero per un caso che sta facendo il giro del mondo: i poliziotti entrano nell’obitorio e trovano un uomo in mezzo ai cadaveri. Quando scoprono cosa ha fatto per anni con quei corpi lo arrestano subito inorriditi e schifati. Una storia assurda

La storia

 Ci sarà mai un limite al peggio? Preparatevi perché quello che state per leggere è davvero assurdo. Sul modo in cui le persone fanno sesso ne leggiamo ogni giorno di tutti i colori: però a tutto c’è un limite. O no? Bene… La persona di cui vi raccontiamo si appostava nei pressi dell’obitorio comunale, aspettava che tutti fossero andati via e si introduceva all’interno dell’edificio per… abusare dei cadaveri delle defunte. È questa la storia che arriva da Roanne, in Francia, riportata dall’Agi, che spiega come la polizia sia riuscita a scoprire il reato proprio il 2 di novembre, giornata dedicata alla commemorazione dei defunti. Ad accorgersi del fatto sono stati i dipendenti dell’obitorio, che hanno chiamato la polizia che ha colto sul fatto il colpevole ed è così riuscita ad arrestarlo. Si tratta di un uomo di 70 anni (sì, 70, avete letto bene), con precedenti per reati dello stesso tipo, il quale ha confessato di aver messo in atto un “comportamento abituale”. E se questa è l’abitudine… Come spiega Agi, infatti, l’uomo “entrava durante il giorno e vi si nascondeva aspettando l’orario di chiusura”. (Continua a leggere dopo la foto)

Dopodiché “la notte, rimasto solo con i cadaveri depositati là in attesa dell’inumazione, poteva dare sfogo alla sua abiezione”. A quanto risulta, infatti, l’uomo avrebbe messo in pratica questo stratagemma in molte altre occasioni, sfruttando i pochi controlli nei pressi dell’obitorio comunale della cittadina francese. Per lui sono scattate immediatamente le manette e la successiva disposizione del giudice, che ne ha disposto la “libertà condizionale”, con l’obbligo di sottoporsi a controlli psichiatrici e a cure specialistiche. (Continua a leggere dopo le foto)

Una scelta che non ha convinto i cittadini di Roanne, con il Sindaco che ha espresso la propria contrarietà sul suo profilo Facebook: “Il suo posto è in carcere o in un ospedale psichiatrico”. Ed è quello che poi via via sui social hanno praticamente espresso tutti. Anche perché una “abitudine” del genere è facile che torni ad invogliare l’uomo. Ma si sa, come sempre la giustizia a volte prende decisioni un po’ bizzarre. Quasi quanto la fantasia dell’uomo.

http://www.caffeinamagazine.it/la-storia/233213-roanne-arrestato-uomo-che-abusava-sessualmente-dei-cadaveri-di-un-obitorio/

violenza2_donne

La storia di Linda e del marito per bene

I GRANDI UOMINI CHE NON SI ARRABBIANO MAI , PARLANO TRANQUILLI E NON ALZANO MAI LA VOCE SONO I PEGGIORI , LINDA NE SA QUALCOSA E NON SI SA’ SE POTRA’ RACCONTARLO DI NUOVO , NON SI SA’ PIU’ NIENTE DI LEI

denuncia botte

 

Carpi | 24 Novembre 2017

Occhi azzurri, bionda, 25 anni, impiegata, Linda si è presentata con la madre al colloquio per informarsi sulla separazione. “Vorrei chiedere la separazione da mio marito”, ma non aggiunge altro. E’ la madre a sollecitarla e a convincerla: “racconta tutto” le dice. E lei, con lo sguardo basso, inizia a parlare.
“Mio marito mi impone di vestirmi in un determinato modo, di pulire la casa e riporre gli oggetti come vuole lui, di occuparmi del bambino come lui dispone”. Il marito non ha mai alzato il tono della voce che resta sempre calma, ma se Linda non fa le cose come lui desidera, quando meno se l’aspetta le sferra un calcio. Mentre sono a pranzo le tira un calcio sotto la tavola, mentre lei è diretta in bagno le tira un calcio colpendo le gambe o, ancora, mentre lei sta cucinando.
“Se non faccio le cose come lui desidera, prende il bambino e se ne va per due giorni e io non so niente di dove sono e quando rientrano”.
Il marito viene a conoscenza del fatto che Linda si sta informando per chiedere la separazione e la avverte: “se mai tu penserai di separarti, io ti ammazzo”. Poi chiama l’avvocato e le dice che Linda si è inventata tutto e che, se la convince a separarsi, lui la denuncia. Senza alzare il tono della voce che resta sempre calma. Poi, a bordo della sua auto, il marito ha tentato di investire Linda mentre si trovava con un collega di lavoro.
A quel punto lei ha ritrattato, ha ritirato la richiesta di separazione ed è tornata da lui. Non se ne è più saputo niente.
Sara Gell

http://www.temponews.it/news_11567_La_storia_di_Linda.html

 

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gabriel

Ucciso e torturato dal patrigno a 8 anni , pensava fosse gay

Gabriel, 8 anni, costretto a mangiare feci e vomito e poi ucciso dal patrigno: “Lo odiava perché pensava fosse gay”

Credeva che il figlio della compagna, di soli 8 anni, fosse gay, così lo tortura e poi lo uccide. Isauro Aguirre, di 32 anni, di Los Angeles. ha prima spruzzato spray al peperoncino negli occhi del piccolo Gabriel, poi lo ha costretto a mangiare le proprie feci e il vomito, lo ha picchiato con una mazza da baseball e alla fine gli ha sparato un colpo di pistola.
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http://www.leggo.it/esteri/news/costretto_mangiare_feci_vomito_poi_ucciso_soli_8_anni_patrigno_odiava_perche_pensava_fosse_gay-3309970.html