gabriel

Ucciso e torturato dal patrigno a 8 anni , pensava fosse gay

Gabriel, 8 anni, costretto a mangiare feci e vomito e poi ucciso dal patrigno: “Lo odiava perché pensava fosse gay”

Credeva che il figlio della compagna, di soli 8 anni, fosse gay, così lo tortura e poi lo uccide. Isauro Aguirre, di 32 anni, di Los Angeles. ha prima spruzzato spray al peperoncino negli occhi del piccolo Gabriel, poi lo ha costretto a mangiare le proprie feci e il vomito, lo ha picchiato con una mazza da baseball e alla fine gli ha sparato un colpo di pistola.
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http://www.leggo.it/esteri/news/costretto_mangiare_feci_vomito_poi_ucciso_soli_8_anni_patrigno_odiava_perche_pensava_fosse_gay-3309970.html
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Le donne vengono violentate a causa dei loro vestiti ? prendete esempio dal mio cane

Il post della 22enne: “A tutti coloro che dicono che le donne vengono violentate a causa dei loro vestiti…”

Una donna di 22 anni ha deciso di pubblicare una foto del suo cane e un messaggio molto importante su Facebook, che è diventato in fretta virale.

Il 19 luglio di quest’anno Bree Wiseman ha postato una foto su Facebook del suo cane. Il cane era seduto tranquillamente accanto a un tavolo con un piatto di cibo coperto. A prima vista non sembra niente di speciale, ma leggendo il testo di Bree, si capisce subito che l’immagine ha un messaggio molto importante.


Bree Wiseman/Facebook

Sotto l’immagine Bree ha scritto:

– A tutti coloro che dicono che le donne vengono violentate a causa del loro abbigliamento. Questo è il mio cane. Il suo cibo preferito è la bistecca. Lui vede chiaramente la mia bistecca. Non ha intenzione di andare a prenderla perché io gli ho detto di no. Se un cane si controlla più di voi, dovreste rivalutare la vostra vita. Guardate com’è bello il mio cane!


Bree Wiseman/Facebook

Bree lavora come cuoca e ha detto a HuffPost di aver scritto il post perché lei stessa ha sperimentato l’essere molestata sessualmente ed era stanca di sentir dire che la colpa è delle donne e di come si vestono.


Bree Wiseman/Facebook

– Se un cane di quattro anni capisce la parola “no”, anche se vede qualcosa che gli interessa davvero, allora anche gli adulti dovrebbero anche essere in grado di capire un “no” a prescindere da quello che l’altra persona indossa – conclude Bree.

violenza

Basta con gli stupri, sia italiani che stranieri, le donne non sono carne da macello

STUPRO DI PIZZOLI, IL GINECOLOGO: “MAI VISTO NULLA DEL GENERE”

 

 

Riporto quest’articolo da il manifesto per solidarietà alla ragazza violentata lo scorso mese fuori da una discoteca a Pizzoli, dove malgrado lo stato in cui è stata trovata, le ferite riportate e lo schock subito una trasmissione televisiva ha invitato l’avvocato difensore del ragazzo che l’ha violentata affermando cose aberranti, degne di un paese che stupra in silenzio. Noi abbiamo scritto alla trasmissione e pare abbia accolto le nostre richieste perchè sono tornati su quell’episodio e hanno invitato un medico che ha fatto delle dichiarazioni schoccanti sulla salute della ragazza che confermerebbero la violenza, smontando le difese dell’avvocato al ragazzo imputato. Intanto vorrei pubblicare l’articolo che descrive i gravi danni fisici riportati dalla vittima d quella brutale violenza. (i grassetti sono miei):

In Italia i media e l’informazione non sono sempre corretti quando trattano di violenza di genere e di solito tendono a urlare la notizia, a cercare lo scoop, e a ricalcare modelli culturali sulla donna molto pericolosi e dannosi per le stesse vittime e per le donne in generale perché svilenti per chi subisce violenza (come l’insistere su particolari morbosi) e accomodanti per chi la pratica (era un bravo ragazzo, di brava famiglia, è stato un raptus, era troppo innamorato quindi l’ha uccisa). Un linguaggio e un background culturale che nei tribunali viene usato per sostenere ipotesi in difesa di stupratori e autori di violenza che sottintendono stereotipi pesantemente maschilisti e misogini (se l’è cercata, è lei che lo ha provocato, l’uomo è cacciatore, all’istinto non si comanda, era consenziente), per cui le vittime di violenza diventano spesso offender e sono costrette a dimostrare “la violenza” subita, sopportando pressioni psicologiche che si aggiungono a quello che già hanno vissuto.

Troppo spesso inoltre, lo stupro viene considerato un reato di serie B e le donne si sentono talmente poco tutelate da preferire il silenzio alla denuncia, perché sanno che durante il processo potrebbero non sopportare il peso di un’altra violenza, quella psicologica e verbale.

Su quello che è successo tra l’11 e il 12 febbraio nello stupro alla discoteca di Pizzoli, vicino L’Aquila, dove una ragazza di vent’anni è stata trovata sulla neve, seminuda, coperta di sangue per l’emorragia che le lesioni della violenza subita le avevano provocato, è stato scritto e detto molto. Anche troppo. Di questo reato è stato accusato un militare, F.T. di 21 anni, e per lui il giudice, a differenza di altri procedimenti in corso in questo periodo su reati di stupro, ha disposto la custodia in carcere. La famiglia del ragazzo ha chiesto scusa alla famiglia della giovane stuprata, ma l’avvocato difensore, Alberico Villano, ha tranquillamente pronunciato il nome e il cognome della ragazza durante uno show televisivo con grave violazione della privacy ma soprattutto violando la riservatezza sulle norme di sicurezza cui la ragazza è sottoposta.

Oltre al reato di stupro, a carico del militare c’è l’ipotesi di tentato omicidio, in quanto l’uomo è stato fermato mentre si stava allontanando dalla discoteca, sporco di sangue, lasciando la ragazza in fin di vita sulla neve: un mancato soccorso che sarebbe costata la vita della studentessa se non fosse interventuto il personale della discoteca che l’ha soccorsa. La ragazza, uscita dal’ospedale ma ancora in convalescenza in un luogo segreto, non ricorda esattamente i fatti avvenuti perché lo shock è stato troppo forte, ma in una fase della sua ripresa in ospedale avrebbe detto: “Quelli mi volevano uccidere”, perché in realtà fuori dalla discoteca, oltre al militare inquisito, erano stati fermati anche altri due commilitoni del 33esimo Reggimento Artiglieria Acqui, insieme alla fidanzata di uno dei due.

L’avvocato del militare ha sostenuto in maniera convinta che il rapporto sessuale che ha subito la studentessa era un “rapporto amoroso consensuale”,sostenendo che l’uomo avrebbe provocato le ferite con “la mano”, malgrado i 48 punti di sutura che la ragazza ha dovuto subire per ricostruire le parti interne lese. Alla domanda sulla gravità delle ferite della giovane, che fanno pensare senza dubbio alcuno (e senza possibilità di dimostrare il contrario) a una violenza inaudita, il legale ha risposto che “non sono state provocate da un atto sessuale non voluto”, e che “la ragazza non è stata costretta”.

Secondo il legale: non ci sarebbe stato nessun corpo estraneo nell’atto sessuale; i due giovani commilitoni e la giovane non sono intervenuti in nessuna fase del fatto; e il giovane militare, “molto impaurito”, quando ha visto il sangue, è rientrato nella discoteca per chiedere aiuto. Non solo, perché la ragazza, secondo l’avvocato, “Dovrà spiegare il perché e il motivo per il quale è uscita fuori dal locale con il freddo e la neve insieme al suo giovane coetaneo”. In poche parole la ragazza dovrebbe rispondere al fatto che non solo era consenziente a farsi provocare quelle ferite ma anche che lei la violenza se l’è cercataSu questo caso si è parlato di “pratica estrema”, del diametro di una mano chiusa a pugno considerando possibile che quelle ferite potessero essere state prodotte da un rapporto, “consensuale”, con l’uso di una pratica sessuale che si chiama fisting e che viene esercitata con il pugno. Un quadro davvero deprimente, vergognoso, schifoso, che su una vittima di stupro approfondisce quelle ferite che non guariranno mai.

Ma la vita è generosa anche nella tragedia, perché dalle dichiarazioni fatte in una trasmissione su Canale 5 ieri dal dottor Gabriele Iagnemma, il ginecologo dell’ospedale che ha “ricucito” la ragazza stuprata, si capisce che non può essere stata né una mano né un rapporto consenziente. Dichiarazioni che dovrebbero spazzare via tutte le elucubrazioni di dubbio gusto rimettendo al centro la vittima che ha subito una violenza terribile e il suo diritto ad avere giustizia, e quindi il riconoscimento assoluto di quello che ha subito, e anche a individuare l’autore di una violenza efferata che forse è pericoloso anche per la società:

“In trent’anni di attività non avevo mai visto nulla del genere – ha detto il dottor Iagnemma – quando è stata portata all’ospedale dal 118 e scortata dai carabinieri, è arrivata ricoperta di sangue in condizioni di incoscienza e in un grave stato di shock emorragico dovuto alle gravi lacerazioni che aveva. Lacerazioni che interessavano oltre che l’apparato genitale anche altri organi. E’ stata portata immediatamente in sala operatoria, dove ho chiamato subito il collega chirurgo e insieme, l’abbiamo operata. Un intervento di oltre un’ora nel quale sono stati ricostruiti l’apparato digerente e l’apparato genitale”. La ragazza sarà sottoposta a ulteriori controlli ed esami “soprattutto per verificare la funzionalità di alcuni organi, perché dal punto di vista anatomico è guarita, ma non sappiamo se lo sia dal punto di vista dell’apparato digerente che è la parte più colpita”.

Secondo gli inquirenti nello stupro è stato utilizzato uno strumento metallico e anche per i medici le ferite riportate non sono affatto compatibili con un rapporto senza violenza. L’amore, il sesso estremo, l’avventura di una notte, qui non c’entra: è solo violenza.

Informo che un’altra ragazza è stata violentata brutalmente e quasi uccisa. E’ accaduto in Ucraina e ricorda molto quanto è accaduto a Pizzoli e a tratti il massacro del Circeo. La ragazza è miracolosamente viva ma oltre allo schock ha riportato delle ferite gravissime perchè è stata arsa viva dai due autori che dopo averla violentata e picchiata hanno tentato di ucciderla corspargendola di alcool e dandole fuoco. La ragazza si chiama Oksana ha quasi 19 anni, ha perso due gambe e un braccio e presenta usctioni in quasi tutto il corpo. Tutta l’Ucraina è scossa da quanto accaduto, sopratutto dal fatto che gli autori, tre ragazzi ricchi, non si sono per nulla pentiti di quello che hanno fatto. Basta con la violenza contro le donne!

Mary

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Infarto: cosa devi fare per salvarti se sei solo

INFARTO: sopravvivere quando si è soli. Hai solo 10 secondi per salvarti. Ecco cosa devi fare:

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Va in chiesa a consolare la moglie disperata e la trova a letto con il prete

Cosenza va in Chiesa a pregare per la figlia malata e trova la moglie che fa sesso col prete. Scoppia la rissa.

Scandalo sessuale a Cosenza, Don Andrea Pizzi, è stato sospeso dopo essere stato beccato mentre faceva sesso con una delle sue parrocchiane.

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Luisa infatti è una giovane donna di 32 anni che ogni pomeriggio si recava in Parrocchia per pregare per la figlioletta affetta da una rara forma di anemia.

Martedì sera Marcello, marito di Luisa , rientrato prima dal lavoro e preoccupato per la moglie, che da settimane passava gran parte del suo tempo in preghiera, decide di recarsi in Parrocchia per sostenerla.

Erano da poco passate le 19 e 30 e la porta della Chiesa era chiusa, così Marcello prova ad entrare dalla sacrestia, dove la porta è sempre aperta per il pellegrinaggio dei fedeli.

Non appena ho varcato la soglia ho avuto un brutto presentimento, ho sentito degli strani rumori e delle urla inequivocabili provenire dalla canonica, faccio le scale e davanti a me appare quello che nessun uomo vorrebbe mai vedere, mia moglie e Don Andrea erano impegnati in un rapporto sessuale molto violento“.

Sono queste le uniche parole che Marcello ha rilasciato, subito dopo essere stato portato via dai carabinieri costretti ad intervenire perchè alla vista della moglia che copulava col prete, si è sagliato su quest’ultimo picchiandolo selvaggiamente, e subito dopo ha trascinato via la moglie dai capelli, portandola per strada e urlandole contro i peggiori insulti.

Marcello è stato denunciato per lesioni e i Parroco Don Andrea è stato temporaneamente sospeso dal servizio.

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Fumare in aereo porta guai , sa qualcosa Belen Rodriguez

Disavventura sui cieli calabresi per la showgirl argentina. Secondo il Quotidiano del Sud, infatti, la showgirl argentina è stata denunciata dal comandante di un aereo privato con il quale, assieme ad Andrea Iannone, stava andando da Ibiza alla Grecia

Disavventura sui cieli calabresi per Belen Rodriguez. Secondo il Quotidiano del Sud, infatti, la showgirl argentina è stata denunciata dal comandante di un aereo privato con il quale, assieme ad Andrea Iannone, stava andando da Ibiza alla Grecia. La Rodriguez avrebbe acceso una sigaretta in volo, facendo scattare l’allarme e costringendo il pilota a un atterraggio di emergenza a Lamezia Terme. Belen ha affermato che si trattava di una sigaretta elettronica, ma l’equipaggio sostiene che trattavasi di una sigaretta tradizionale.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, dunque, Rodriguez e Iannone sarebbero stati costretti a scendere a Lamezia, mentre il personale Enac e la polizia effettuavano i controlli a bordo. Alle domande degli inquirenti, l’ex signora De Martino ha risposto asserendo di aver fumato solo una sigaretta elettronica e di averne accesa un’altra perché, dopo l’attivazione dell’allarme antifumo, il pilota l’aveva fatta innervosire comunicando in ritardo di dover effettuare un atterraggio di emergenza.

La disavventura per una delle coppie più chiacchierate dell’estate è finita solo alle 2.20 di notte, quando è arrivato in Calabria un nuovo aereo privato. L’aereo su cui viaggiavano Rodriguez e Iannone era ancora sottoposto a sequestro e comunque il comandante aveva già fatto sapere di non voler proseguire il viaggio.

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Mario Marinelli: parla il pilota di Vasco

Parla Mario Marinelli, ai comandi dell’elicottero che ha trasportato la rockstar da Rimini a Modena nei giorni delle prove

Il piacere di pilotare Vasco

«Non ci credeva neppure lui che sarebbero arrivati in tanti. Impaurito? No, solo molto sorpreso di tanta affluenza. Man mano che procedevano le prove, ho visto però che acquistava sempre maggior consapevolezza delle dimensioni che andava acquistando l’evento. Ho potuto assistere praticamente a cinque concerti, nella settimana che ha preceduto la serata finale: e a ogni prova la sua carica, la grinta aumentavano. Vede? Vasco non è il classico sbruffone pieno di sé come sono spesso le star dello spettacolo. Tutt’altro: è una persona educata, gentile. Un timido, del tutto diverso dal personaggio che appare sul palcoscenico».

Così il carpigiano Mario Marinelli, pilota e istruttore Alitalia a riposo, descrive Vasco Rossi, dopo averne pilotato l’elicottero che ha trasportato il cantante da Rimini a Modena e ritorno per tutti e cinque i giorni delle prove. Presidente del Consorzio per lo sviluppo aeroportuale dell’impianto di Budrione, Mario Marinelli è titolare di Aelia, una piccola società per il trasporto aereo privato con la sede legale a Bologna e quella operativa allo scalo carpigiano: «Non possediamo elicotteri, ma in questo caso lo abbiamo noleggiato, organizzando tutti i voli della settimana delle prove – spiega Marinelli –, compreso quello del concerto che però non ho pilotato io, limitandomi a fare l’assistente.

Non è la prima volta che volo con Vasco Rossi: due anni fa l’ho portato in giro per i concerti che ha tenuto a Padova, Messina e Napoli. E poiché sono solo un poco più giovane di lui, qualche volta ci siamo ritrovati a evocare quegli anni Settanta in cui io facevo il disc jockey a Radio Bruno e lui a Punto Radio che consideravamo la nostra rivale più agguerrita».

 

Parlando poi dei risvolti organizzativi dei voli, aggiunge: «Anche se abita a Bologna e a Zocca, ha scelto di soggiornare nell’hotel di Rimini dove risiede quando prepara i concerti. Come società ci siamo occupati di tutti gli aspetti logistici, autorizzativi e burocratici legati ai voli. E mi creda – sggiunge – non è stato facile ottenere il permesso di atterrare nella piazzola improvvisata nel campo della Fratellanza, per di più anche di sera. Ho dovuto prelevare a Venezia e a Roma due ispettori dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, e traportarli lì, per convincerli che si poteva fare. Non sono stati giorni tranquilli, per il volo, neppure dal punto di vista meteo, per il vento forte e le minacce di temporali che ci sono stati». Tutto è andato per il meglio, comunque: e la rockstar ha potuto salutare dal cielo il più vasto assembramento di gente che abbia mai assistito a un concerto.

http://www.voce.it/it/articolo/2/persone/il-piacere-di-pilotare-vasco/

travaglio grillo

Travaglio scriveva sui 5 stelle, beccati con le mani nel sacco

SCATENATO – Marco Travaglio ha spiazzato tutti. Ecco cos’ha scritto su Grillo e il Movimento 5 Stelle. Vedere per credere

Ecco cosa scriveva Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano:

Beccati. Finalmente li hanno presi con le mani nel sacco. Ecco cosa nascondono i 5Stelle, ecco perché Grillo e Casaleggio han fondato il MoVimento, ecco perché i grillini fanno politica: per fare soldi. La scoperta la dobbiamo ai segugi di Repubblica, che in due giorni han piazzato altrettanti scoop mica da ridere. I titoli parlano da sé: “Una pioggia di euro dagli spot sul blog, ecco la miniera d’oro di Beppe e Casaleggio”, “Le ombre nel bilancio dei grillini al Senato”. Hai capito quei ladroni? Zitti zitti, mentre tuonano contro i finanziamenti pubblici ai partiti, accumulano un tesoro nella grotta di Alì Babà. Come fanno? Semplice. Il nababbo Gianroberto Casaleggio, la cui società che edita il blog di Grillo (il 77° d’Italia) è sempre andata in perdita e nel 2012 racimolò un utile di 69.500 euro, incassa soldi a palate dalle pubblicità, pagate dagli inserzionisti un tot ogni mille clic.

Quanto? Secondo il Sole 24 Ore 5 euro. Secondo il titolo di Repubblica 0,92 euro; secondo l’articolo di Repubblica 0,64 euro. Per un totale annuo di 5-10 milioni secondo il Sole, di 570 mila euro secondo Repubblica . Se ne saprà di più il mese prossimo, quando sarà pubblicato il bilancio 2014 sul 2013 (“sarà molto migliore del 2013”, ha anticipato il guru).

È vero che non conterrà il dato scomposto del blog di Grillo; ma, essendo questo la principale attività della società, si capirà se l’ordine di grandezza è quello indicato dal quotidiano della Confindustria o da Repubblica. Nel primo caso, sarebbero un bel po’ di soldi (peraltro legittimi, per giunta privati). Nel secondo, saremmo poco sopra l’accattonaggio. In ogni caso, la domanda sorge spontanea: siccome è assolutamente pacifico e dichiarato che il blog di Grillo, come peraltro tutti i siti web di questo mondo, si finanzia con gli spot, dove sarebbe il “mistero” dei finanziatori? Basta aprirlo e vedere chi sono gli inserzionisti.

Non c’è nulla di meno misterioso di un’inserzione pubblicitaria. Si dirà: ma il blog di Grillo è l’organo ufficiale di un movimento politico. Verissimo. Esattamente come l’Unità ed Europa per il Pd, la Padania per la Lega, e così via (Forza Italia non ne ha bisogno). Ma con due lievi differenze. 1) I giornali di partito incassano fior di milioni dallo Stato, cioè da tutti i cittadini, compresi quelli che non si sognerebbero mai di votare per quei partiti, e senza quella “pioggia di euro”, quella “miniera d’oro”, fallirebbero all’istante; in più, sulla carta e sul web, fanno pubblicità e incassano altri soldi da inserzionisti privati. Secondo: nessuno mena scandalo per tutto ciò, nessuno pubblica “inchieste” sulla “pioggia di euro” e la “miniera d’oro” degli house organ dei partiti.

Ma attenzione: ora, sempre grazie a Repubblica , conosciamo pure “le ombre nel bilancio dei grillini al Senato”. Quali? Tenetevi forte: “affitti da 2 mila euro al mese ai dipendenti della comunicazione” (il prezzo medio di un trilocale al centro di Roma), “pranzo da 6,71 euro consumato il 6 giugno dal senatore Lucidi” nel ristorante di Palazzo Madama” e soprattutto, scandalo degli scandali, “buffet in onore di Beppe Grillo che l’11 luglio 2013 tenne una conferenza stampa al Senato”, roba da “114 euro” per 55 persone (il capo e 54 senatori), cioè 2 euro a testa, mica bruscolini. Ed ecco la prova che c’era qualcosa da nascondere: nel rendiconto “per uso interno”, il sardanapalesco banchetto fu registrato come “acquisto di panini e bibite per accoglienza Grillo”, mentre in quello pubblico c’è scritto “spese di rappresentanza”. Capita la furbata?

Dopodiché, astuti come volpi, i 5Stelle potevano papparsi 42 milioni di rimborsi elettorali, invece li hanno lasciati allo Stato; ogni tre mesi potrebbero intascarsi 2,5 milioni non spesi fra diarie e indennità, invece li versano in un fondo per le piccole imprese; potevano pure spartirsi i 420 mila euro avanzati dai contributi raccolti nella campagna elettorale 2013, invece li hanno devoluti ai terremotati dell’Emilia. Ma il movente è chiaro: farsi una gazzosa da 2 euro con Grillo alla facciazza degli italiani. Sporcaccioni.

fonte: http://direttanfo.blogspot.com/2017/06/scatenato-marco-travaglio-ha-spiazzato.html

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Napoli ; va a prostitute e prova la moglie , mega rissa

Napoli. Uomo va a prostitute e trova la moglie. Rissa per gelosia frenata dai carabinieri.

È accaduto a Napoli la sera di domenica 26 giugno. Una tranquilla giornata di inizio estate, passata con i rispettivi genitori e suoceri, è appena finita e Nicola S., 51  anni, si apprestava ad uscire di casa per incontrare degli amici che non vedeva da tanto tempo. Prima di uscire ha detto alla moglie (Clara T., 37 anni) che sarebbe tornato il giorno successivo, perché avrebbe dormito a casa di uno dei suoi amici.
Giorgio avrà pure passato la sera con i suoi amici, ma durante la notte è andato a prostitute, come ormai era solito fare da diverso tempo. Era un cliente abituale delle prostitute nella zona di piazza Garibaldi, ma per quella notte ha deciso di cambiare ed andare sulla via Gianturco.

Alla vista della prima sagoma femminile si ferma e abbassa il finestrino della propria auto per chiedere alla donna il prezzo della prestazione, ma scopre con orrore che quella donna in minigonna con la borsetta e i tacchi a spillo è proprio sua moglie. Pare che la donna, infatti, svolgesse quest’attività da diverso tempo, approfittando delle continue assenze del marito. Immediatamente l’uomo scende dalla macchina e comincia ad aggredire verbalmente la consorte, gli animi si scaldano e l’uomo inizia ad aggredirla anche fisicamente fin quando non vengono separati dai carabinieri, avvertiti dai passanti che non avevano avuto il coraggio di intervenire. La voce della vicenda si è sparsa a Napoli e ha suscitato anche una certa ilarità.
Ma che ne pensa la gente, effettivamente ? Ecco cosa hanno risposto in merito alcune persone. Alfredo, pensionato di 73 anni, dice: “Solo un vile picchia una donna. E’ anche vero che la botta per lui deve essere stata proprio forte. Insomma, ha scoperto che la moglie fa la prostituta. Ma in fondo anche lui si meritava il tradimento della moglie, perché lui a prostitute ci andava. Chi di prostitute ferisce di prostitute perisce“.
Lorenza, 36 anni, dice: “Se la sono cercata entrambi. Certo, lui ha anche picchiato la moglie, però ha capito di essere stato tradito in continuazione da lei, e questo per lui sarà stato un duro colpo. Però è anche vero che lui andava regolarmente a prostitute, quindi in fondo ben gli sta“.
bimbo ubriaco

Perù: fanno ubriacare due bambini, poi li prendono in giro

HUANCAVELICA – Due bambini vengono fatti ubriacare per le strade di Huancavelica, una delle città più povere del Perù. Poi, come se non bastasse, i due piccolini vengono fatti girare per le strade del paese barcollanti, con la gente che tutta intorno li prende in giro.

I due bambini sono stati costretti a bare alcolici lo scorso 2 giugno ad una festa. Il risultato, a giudicare dalle immagini circolate su Facebook, sono palesi. I due barcollano per le strade del villaggio in evidente stato di ubriachezza tra le risate della gente attorno a loro.

 Una donna prova a prendere per la mano quello che sembra il più piccolo dei due mentre si cammina, ma una voce maschile le dice: “Lascialo stare, lascialo cadere”.

La vicenda, in Perù è diventato argomento di dibattito politico tanto che è dovuta intervenire anche Ana Maria Romero Lozada, il ministro delle Donna. La Lozada ha chiesto lidetificazione dei responsabili. Un’indagine è stata aperta ed ora i genitori dei due piccoli saranno perseguiti per “presunta violazione dei diritti dei minori e per lo stato di abbandono morale e materiale di un minore”. Le immagini scioccanti dei due piccoli che barcollano sono finite anche su YouTube. VIDEO