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Mario Marinelli: parla il pilota di Vasco

Parla Mario Marinelli, ai comandi dell’elicottero che ha trasportato la rockstar da Rimini a Modena nei giorni delle prove

Il piacere di pilotare Vasco

«Non ci credeva neppure lui che sarebbero arrivati in tanti. Impaurito? No, solo molto sorpreso di tanta affluenza. Man mano che procedevano le prove, ho visto però che acquistava sempre maggior consapevolezza delle dimensioni che andava acquistando l’evento. Ho potuto assistere praticamente a cinque concerti, nella settimana che ha preceduto la serata finale: e a ogni prova la sua carica, la grinta aumentavano. Vede? Vasco non è il classico sbruffone pieno di sé come sono spesso le star dello spettacolo. Tutt’altro: è una persona educata, gentile. Un timido, del tutto diverso dal personaggio che appare sul palcoscenico».

Così il carpigiano Mario Marinelli, pilota e istruttore Alitalia a riposo, descrive Vasco Rossi, dopo averne pilotato l’elicottero che ha trasportato il cantante da Rimini a Modena e ritorno per tutti e cinque i giorni delle prove. Presidente del Consorzio per lo sviluppo aeroportuale dell’impianto di Budrione, Mario Marinelli è titolare di Aelia, una piccola società per il trasporto aereo privato con la sede legale a Bologna e quella operativa allo scalo carpigiano: «Non possediamo elicotteri, ma in questo caso lo abbiamo noleggiato, organizzando tutti i voli della settimana delle prove – spiega Marinelli –, compreso quello del concerto che però non ho pilotato io, limitandomi a fare l’assistente.

Non è la prima volta che volo con Vasco Rossi: due anni fa l’ho portato in giro per i concerti che ha tenuto a Padova, Messina e Napoli. E poiché sono solo un poco più giovane di lui, qualche volta ci siamo ritrovati a evocare quegli anni Settanta in cui io facevo il disc jockey a Radio Bruno e lui a Punto Radio che consideravamo la nostra rivale più agguerrita».

 

Parlando poi dei risvolti organizzativi dei voli, aggiunge: «Anche se abita a Bologna e a Zocca, ha scelto di soggiornare nell’hotel di Rimini dove risiede quando prepara i concerti. Come società ci siamo occupati di tutti gli aspetti logistici, autorizzativi e burocratici legati ai voli. E mi creda – sggiunge – non è stato facile ottenere il permesso di atterrare nella piazzola improvvisata nel campo della Fratellanza, per di più anche di sera. Ho dovuto prelevare a Venezia e a Roma due ispettori dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, e traportarli lì, per convincerli che si poteva fare. Non sono stati giorni tranquilli, per il volo, neppure dal punto di vista meteo, per il vento forte e le minacce di temporali che ci sono stati». Tutto è andato per il meglio, comunque: e la rockstar ha potuto salutare dal cielo il più vasto assembramento di gente che abbia mai assistito a un concerto.

http://www.voce.it/it/articolo/2/persone/il-piacere-di-pilotare-vasco/

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Travaglio scriveva sui 5 stelle, beccati con le mani nel sacco

SCATENATO – Marco Travaglio ha spiazzato tutti. Ecco cos’ha scritto su Grillo e il Movimento 5 Stelle. Vedere per credere

Ecco cosa scriveva Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano:

Beccati. Finalmente li hanno presi con le mani nel sacco. Ecco cosa nascondono i 5Stelle, ecco perché Grillo e Casaleggio han fondato il MoVimento, ecco perché i grillini fanno politica: per fare soldi. La scoperta la dobbiamo ai segugi di Repubblica, che in due giorni han piazzato altrettanti scoop mica da ridere. I titoli parlano da sé: “Una pioggia di euro dagli spot sul blog, ecco la miniera d’oro di Beppe e Casaleggio”, “Le ombre nel bilancio dei grillini al Senato”. Hai capito quei ladroni? Zitti zitti, mentre tuonano contro i finanziamenti pubblici ai partiti, accumulano un tesoro nella grotta di Alì Babà. Come fanno? Semplice. Il nababbo Gianroberto Casaleggio, la cui società che edita il blog di Grillo (il 77° d’Italia) è sempre andata in perdita e nel 2012 racimolò un utile di 69.500 euro, incassa soldi a palate dalle pubblicità, pagate dagli inserzionisti un tot ogni mille clic.

Quanto? Secondo il Sole 24 Ore 5 euro. Secondo il titolo di Repubblica 0,92 euro; secondo l’articolo di Repubblica 0,64 euro. Per un totale annuo di 5-10 milioni secondo il Sole, di 570 mila euro secondo Repubblica . Se ne saprà di più il mese prossimo, quando sarà pubblicato il bilancio 2014 sul 2013 (“sarà molto migliore del 2013”, ha anticipato il guru).

È vero che non conterrà il dato scomposto del blog di Grillo; ma, essendo questo la principale attività della società, si capirà se l’ordine di grandezza è quello indicato dal quotidiano della Confindustria o da Repubblica. Nel primo caso, sarebbero un bel po’ di soldi (peraltro legittimi, per giunta privati). Nel secondo, saremmo poco sopra l’accattonaggio. In ogni caso, la domanda sorge spontanea: siccome è assolutamente pacifico e dichiarato che il blog di Grillo, come peraltro tutti i siti web di questo mondo, si finanzia con gli spot, dove sarebbe il “mistero” dei finanziatori? Basta aprirlo e vedere chi sono gli inserzionisti.

Non c’è nulla di meno misterioso di un’inserzione pubblicitaria. Si dirà: ma il blog di Grillo è l’organo ufficiale di un movimento politico. Verissimo. Esattamente come l’Unità ed Europa per il Pd, la Padania per la Lega, e così via (Forza Italia non ne ha bisogno). Ma con due lievi differenze. 1) I giornali di partito incassano fior di milioni dallo Stato, cioè da tutti i cittadini, compresi quelli che non si sognerebbero mai di votare per quei partiti, e senza quella “pioggia di euro”, quella “miniera d’oro”, fallirebbero all’istante; in più, sulla carta e sul web, fanno pubblicità e incassano altri soldi da inserzionisti privati. Secondo: nessuno mena scandalo per tutto ciò, nessuno pubblica “inchieste” sulla “pioggia di euro” e la “miniera d’oro” degli house organ dei partiti.

Ma attenzione: ora, sempre grazie a Repubblica , conosciamo pure “le ombre nel bilancio dei grillini al Senato”. Quali? Tenetevi forte: “affitti da 2 mila euro al mese ai dipendenti della comunicazione” (il prezzo medio di un trilocale al centro di Roma), “pranzo da 6,71 euro consumato il 6 giugno dal senatore Lucidi” nel ristorante di Palazzo Madama” e soprattutto, scandalo degli scandali, “buffet in onore di Beppe Grillo che l’11 luglio 2013 tenne una conferenza stampa al Senato”, roba da “114 euro” per 55 persone (il capo e 54 senatori), cioè 2 euro a testa, mica bruscolini. Ed ecco la prova che c’era qualcosa da nascondere: nel rendiconto “per uso interno”, il sardanapalesco banchetto fu registrato come “acquisto di panini e bibite per accoglienza Grillo”, mentre in quello pubblico c’è scritto “spese di rappresentanza”. Capita la furbata?

Dopodiché, astuti come volpi, i 5Stelle potevano papparsi 42 milioni di rimborsi elettorali, invece li hanno lasciati allo Stato; ogni tre mesi potrebbero intascarsi 2,5 milioni non spesi fra diarie e indennità, invece li versano in un fondo per le piccole imprese; potevano pure spartirsi i 420 mila euro avanzati dai contributi raccolti nella campagna elettorale 2013, invece li hanno devoluti ai terremotati dell’Emilia. Ma il movente è chiaro: farsi una gazzosa da 2 euro con Grillo alla facciazza degli italiani. Sporcaccioni.

fonte: http://direttanfo.blogspot.com/2017/06/scatenato-marco-travaglio-ha-spiazzato.html